Proposte per il Carnia Industrial Park nelle tesi dei due giovani carnici neolaureati, arch. Marta Somma e ing. Christian Cignino

29 apr
2019

Proposte per il Carnia Industrial Park nelle tesi dei due giovani carnici neolaureati, arch. Marta Somma e ing. Christian Cignino

Tolmezzo, 29 aprile 2019 – Si chiama Marta Somma e vive a Piano d’Arta (UD) la giovane carnica che il 29 marzo, presso l’Università di Udine, si è laureata in architettura con la tesi dal titolo “EXPO CARNIA: IL FUTURO COMINCIA DAL LEGNO. Progetto di un’area espositiva per la valorizzazione e la promozione di strutture architettoniche ecosostenibili prodotte da aziende della Carnia e del territorio regionale”, con il prof. Giovanni La Varra, in qualità di Relatore.
La tesi prende lo spunto dal concorso di idee promosso dal Carnia Industrial Park, denominato “Porta della Carnia” che ha visto il prof La Varra svolgere il ruolo di Presidente della commissione esaminatrice dei 22 progetti pervenuti.
Nella tesi, partendo da un’analisi del sistema dei consorzi industriali in FVG e in particolare del Carnia Industrial Park, passando per uno studio sul legno e il suo utilizzo, dalla gestione delle foreste alla bioarchitettura, Marta è giunta a progettare un’area espositiva per la valorizzazione e la promozione di strutture architettoniche ecosostenibili prodotte da aziende del territorio regionale.
Il lavoro di Marta si è concentrato sulla possibile riqualificazione e rigenerazione dell’area a ridosso della rotatoria di Amaro (UD) all'uscita del casello autostradale A23 “Carnia”, in parte oggetto del concorso di idee “Porta della Carnia” e con questo in grado di integrarsi. La proposta è centrata sull’idea di dare vita a un contesto espositivo fondato su alcuni principi guida: creazione di uno spazio condiviso che supporti il rafforzamento della collaborazione tra le aziende della filiera del legno presenti sul territorio, incoraggiamento dell’architettura sostenibile e dell’utilizzo di materie prime a filiera corta, attenzione all’aspetto promozionale del territorio.
Il progetto si sviluppa intorno all’idea di Albero, inteso sia come elemento naturale, con un tronco (il camminamento centrale principale affiancato da nicchie espositive) e i rami (i percorsi perpendicolari secondari che concludono con le piattaforme espositive), sia come fonte da cui ricavare il materiale da impiegare nell’edificazione dell’area espositive e nella costruzione degli edifici e dei prodotti esibiti. L'immagine creata è quella di un luogo in costruzione, innovativo, dinamico e sperimentale che, data la sua particolarità, potrebbe diventare simbolo di riconoscimento dell'area stessa.
EXPO Carnia va quindi oltre la promozione della sostenibilità in architettura, sia in termini generali che per quanto riguarda la sua declinazione concreta nei prodotti delle diverse aziende locali attive nella filiera del legno – sebbene fulcro della tesi – proponendosi quale strumento divulgativo e di informazione per un pubblico più ampio di quello addetto ai lavori, relativamente alle potenzialità del legno come materiale, sia in termini di salvaguardia dell’ambiente che di comfort abitativo per il committente finale.

È invece di Tolmezzo Christian Cignino che il 17 aprile si è laureato in ingegneria all’università di Padova (Dipartimento di ingegneria civile, edile e ambientale), presentando una tesi intitolata “APPALTI PUBBLICI. Normativa in materia e caso studio: l’Opera 168 realizzata dal Co.S.In.T.”. La tesi nasce da una lunga e accurata analisi e dal confronto con l’ufficio tecnico del Carnia Industrial Park e analizza la normativa italiana in materia di appalti pubblici, applicando le disposizioni attualmente in vigore (D.Lgs. 50/2016) ad un’opera pubblica già realizzata con le normative vigenti all’epoca dei lavori. L’intervento preso in esame è quello che ha portato alla realizzazione dell’infrastruttura industriale denominata T13 in z.i. di Tolmezzo, completata a novembre del 2016 e successivamente locata alla Automotive Lighting Italia, per la produzione di elettronica per fanali posteriori a LED per autoveicoli.
La tesi parte dall’esame del procedimento che ha portato il Consorzio a realizzare l’Opera n. 168, approfondendone la vera e propria esecuzione, per individuarne le eventuali problematiche o gli scostamenti temporali e proporre nuove metodologie per garantire una migliore efficienza dell’intero processo, con concreti vantaggi in termini di risparmio di tempo e di risorse economiche impegnate.
Analizzando innanzitutto la normativa in materia, da quella storica risalente al XIX secolo a quella attuale ed esaminando tutta la procedura – dalla fase decisionale a quella esecutiva – che ha portato alla realizzazione del Capannone T13, precedente al D.Lgs. 50/2016, Christian nelle sue conclusione afferma che il Codice dei contratti, a distanza di 3 anni dalla sua entrata in vigore, si presenta come un testo di difficile interpretazione, in parte incompleto (mancanza di provvedimenti attuativi) e per determinate circostanze causa di grande disorganizzazione (es. disciplina dei subappalti e delle varianti al contratto).

«Siamo lieti di accogliere richieste o proporre lavori di tesi relativi agli ambiti di intervento del Parco Industriale. Ci consente di arricchire le nostre progettualità con il punto di vista innovativo di giovani laureandi che sono in contatto con il sistema della ricerca universitaria. Ci fa davvero piacere, in particolare, aver contribuito al lavoro di Marta e Christian – dichiara il Direttore del Carnia Industrial Park, Danilo Farinelli giovani carnici che hanno dimostrato di possedere un grande entusiasmo e una grande passione per le politiche di sviluppo locale della Carnia. I risultati del loro lavoro di tesi saranno di grande utilità per i progetti già avviati e per quelli previsti dal Piano Industriale 2019-2021.»

 

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