Idee per la Montagna

21 lug
2017

Idee per la Montagna

a cura di Danilo Farinelli - Direttore del Carnia Industrial Park 

Gente di Montagna, luglio 2017 


Ho voluto titolare “Idee per la montagna” questo spazio all’interno del periodico “Gente di montagna” per sintetizzare alcune riflessioni e proposte emerse dall’analisi dei dati e dagli stimoli che quotidianamente il web e il mondo dell’informazione in generale presenta. Parlerò di temi legati all’impresa, allo sviluppo locale, al lavoro, con un occhio di riguardo per i nostri territori e le nostre genti di montagna. 
Il primo spunto di riflessione mi è dato dall’articolo pubblicato da Dario Di Vico sul Corriere della Sera del 22 giugno scorso, dal titolo “La nascita complessa di un secondo Nordest”. 
I dati tendenziali dimostrano come le tre regioni del Nordest (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto) abbiano registrato nel corso del 2016 (e confermato nel primo trimestre 2017) dati di crescita e di incremento occupazionale significativamente più alti di quelli registrati a livello nazionale. 
Di converso, negli stessi giorni, un’inchiesta del Corriere Veneto ha raccontato come siano 12 mila i capannoni sfitti in Veneto e Friuli Venezia Giulia. Siamo dunque di fronte a una crescita che prefigura un modello diverso di industrializzazione, una crescita con meno industria? 
Anche se è vero che già la Fondazione Nordest nel suo rapporto 2017 aveva evidenziato il significativo contributo del comparto agroalimentare (e del Prosecco in particolare) ai dati di crescita registrati, ci sembra di poter concordare con le affermazioni proposte da Di Vico nel suo articolo, laddove viene evidenziato come anche il comparto agroindustriale costituisca ormai una ibridazione dell’agricoltura strettamente intesa, con logiche e processi industriali e del fare impresa, con particolare riferimento alla complessità delle scelte in tema di marketing, distribuzione, logistica e finanza. Ibridazione dei settori classici da un lato e ampliamento delle ricadute su quello che un tempo si chiamava indotto di una impresa o di un settore trainante. Ne abbiamo un esempio anche noi, qui in Carnia, con la Gortani Srl che è divenuta leader a livello nazionale (e non solo) con i propri serbatoi di acciaio inox per l’enologia, sapendo interpretare e intercettare, in anticipo, un trend all’epoca solo potenziale e focalizzando i propri processi produttivi nelle “tecnologie avanzate per la vitivinicoltura” come recita il claim (sottotitolo) del sito web e del materiale promozionale dell’azienda. Ibridazione, Innovazione e Tecnologie costituiscono dunque i driver (le variabili determinanti) di quello che possiamo definire il nuovo processo di “terziarizzazione e digitalizzazione del manifatturiero”. Al di là dei proclami e dei numerosi convegni in materia di Industria 4.0, ancora una volta qui, nei nostri territori, si è intrapresa una via molto empirica e tremendamente concreta per dare forma e sostanza alla nascita complessa di un secondo Nordest. 
In questo scenario è necessario lavorare alla costruzione di un sistema territoriale capace di ricreare le condizioni di competitività e di ibridazione, per evitare l’accrescersi della distanza fra le imprese che corrono e quelle in difficoltà. 
 

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