Idee per la Montagna

13 ott
2017

Idee per la Montagna

a cura di Danilo Farinelli - Direttore del Carnia Industrial Park 

Gente di Montagna, ottobre 2017 


Le politiche locali finalizzate alla cosiddetta “rigenerazione urbana”, e quelle che si definiscono “nuove economi urbane” stanno vivendo una fase caratterizzata da grande vitalità e creatività. Nuovi fenomeni come il ritorno della manifattura negli spazi urbani, la diffusione di spazi ibridi come i coworking, nuove modalità di interazione tra cultura, musei e formazione, l’affermarsi di nuove forme di turismo, unite alla disponibilità di spazi pubblici da destinare al riuso, sono solo alcuni degli esempi. Se si estende il concetto di urbano (spesso associato a grandi metropoli, Milano in Italia) ad una dimensione di territorio, possiamo utilizzare il termine di rigenerazione territoriale quale insieme delle azioni, pubbliche e private, di tipo urbanistico, infrastrutturale ma al contempo sociale e con ricadute misurabili sullo sviluppo economico.
In Carnia siamo di fronte ad una nuova opportunità che si ispira a questa nuova visione, rappresentata dal progetto di riuso della ex Caserma Cantore, con l’ambizioso obiettivo di avviare una discontinuità nelle più recenti tendenze, contrassegnate, negli ultimi anni, da una significativa riduzione della popolazione e dal suo progressivo invecchiamento. Il Masterplan “Villa e Opificio Linussio – un cantiere di rigenerazione territoriale” sviluppato dalla Fondazione Nord Est e commissionato dal Carnia Industrial Park, che verrà presentato pubblicamente nelle prossime settimane, è il risultato di un percorso partecipato di co-progettazione che ha coinvolto cittadini, imprese, operatori della cultura, della scuola, della formazione e del turismo e comprende, inoltre, un’analisi comparata delle esperienze più interessanti di rigenerazione territoriale a livello mondiale.
Sono quattro le vocazioni principali emerse per il progetto di riuso degli spazi disponibili. La prima è legata alla storia e alla cultura e vede nella realizzazione di uno spazio museale capace di narrare il “saper fare” (anche impresa) della Carnia, attraverso la storia della famiglia di imprenditori Linussio (dal denim agli sci Lamborghini), l’elemento sul quale sviluppare il binomio cultura manifattura. La seconda insiste sulla dimensione della scuola e della formazione. L’obiettivo è di utilizzare gli spazi di Villa e Opificio Linussio per ospitare scuole e strutture formative in grado di utilizzare nuove forme di didattica in grado di garantire un maggior coinvolgimento dei partecipanti, per una loro interazione con il tessuto produttivo locale, con la possibilità di stringere alleanze con soggetti come Università o scuole di alta formazione. La terza è riconducibile alla dimensione del turismo, della ricettività e del tempo libero e fa riferimento, da una parte alla necessità di rendere Villa e Opificio Linussio un’area viva e partecipata anche dagli abitanti della Carnia, dall’altra di creare una piattaforma di servizi per il turismo. La quarta vuole agire sulle modalità attraverso le quali è possibile connettere tradizione, manifatturiera locale, nuove tecnologie, nuove forme di lavoro e di impresa e le eccellenze manifatturiere locali attraverso la creazione di spazi a supporto di nuove forme di manifatturiero.
Un intervento articolato che richiede il coordinamento di un gran numero di soggetti e di istituzioni tra di loro molto diversi e che può trasformarsi in un grande laboratorio di innovazione economica e sociale, e in una grande opportunità di rinascita.
 

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie presenti sul Portale.

Ulteriori informazioni